Sono tutte tra un anno e 7 e un anno e 9 mesi di reclusione, le richieste di condanna formulate ieri dal pm Annunziata Puglia nei confronti dei cinque imputati per un’ipotesi di attività organizzata al fine dello smaltimento illecito di rifiuti e altri illeciti ambientali relativi alla discarica di Farla di Majano gestita dalla Cava Zof srl, nel giugno del 2005. In pratica, secondo la ricostruzione operata dal pm Puglia, gli imputati avevano organizzato un sistema di smaltimento di rifiuti che, attraverso dei meccanismi di “giro-bolla”, rendeva difficile identificarne la tracciabilità. Nel dettaglio l’azienda che si stava occupando della bonifica del canale industriale Brentella di Porto Marghera avrebbe affidato lo smaltimento dei rifiuti, fanghi e terreno con presenza di piombo e diossine, alla intermediaria Sogetech per 67 euro a tonnellata. Quest’ultima portava i rifiuti presso l’Ecoarena dove avrebbero dovuto essere inertizzati; ma da qui ripartivano subito, senza essere trattati, e con nuovi formulari per arrivare, dopo due società intermedie (Agavi ed Eurotech), alla discarica di Majano, non adatta a riceverli, per un prezzo di 5,24 euro a tonnellata. Da qui le richieste di condanna del pm: 1 anno e 9 mesi di reclusione per Giovani De Prà, di Bologna, responsabile di Sogetech e Ecoarena (avvocato Marina Zalin); 1 anno e 8 mesi per Aldo Giora, di Padova, della Agavi srl (Zalin), e per Dario Zantedeschi, di Trieste, della Ecotech (Raffaele Conte); 1 anno, 7 mesi e 20 giorni per Alessandro Teghil di Varmo (Alessandro Mauro) e Mario Gili di Muggia (Fusco), rispettivamente legale rappresentante della Cava Zof e responsabile della discarica. Le difese hanno chiesto per tutti l’assoluzione perché il fatto non sussiste o per non averlo commesso. L’udienza è stata rinviata per repliche e sentenza al prossimo 8 marzo.
Il gazzettino
