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08.03.2010 - FANNA. CEMENTIZILLO, L'ESCALATION DELLA POLEMICA

 

Non si spengono le polemiche riguardanti la “moltiplicazione” degli stabilimenti che produrranno il combustibile da rifiuto che sarà utilizzato dalla Cementizillo di Fanna, qualora il progetto di co-combustione nello stabilimento venga approvato. Il sindaco di Fanna Demis Bottecchia non nasconde, infatti, un certo disagio nell’aver appreso la notizia soltanto dalle pagine del Messaggero Veneto, e non attraverso organi ufficiali. «Riteniamo non corretto – ha dichiarato – venire a conoscenza dai giornali del fatto che, rispetto al progetto presentato per l’utilizzo di Cdr-q nei forni della Zillo, nel quale viene chiaramente specificato che l’azienda incaricata di fornire, eventualmente, il combustibile da rifiuto sarebbe stata esclusivamente la Snua di Aviano, le aziende autorizzate alla produzione e alla sua fornitura sarebbero diventate addirittura tre. Di simili modifiche doveva essere resa partecipe sicuramente l’amministrazione comunale di Fanna, coinvolta nell’iter in corso di modifica dell’autorizzazione di integrata ambientale. Ma così non è avvenuto». Bottecchia interviene quindi anche in merito alla produzione di rifiuti in provincia. «E’ singolare – ha asserito – sapere che l’assessore provinciale all’ambiente non sia a conoscenza della quantità di rifiuti prodotti all’interno del territorio provinciale». Proprio in merito a quest’ultimo aspetto si rincorrono le voci su una possibile provenienza anche da fuori provincia del rifiuto necessario per soddisfare le esigenze degli stabilimenti che produrrano Cdr-q. Perciò, l’assessore provinciale all'ambiente ha dichiarato di voler convocare i sindaci per effettuare una sorta di inventario di quanti rifiuti produce ciascun comune. Geo Nova, la società insediata nella zona industriale di San Vito al Tagliamento che ha ricevuto recentemente il via libera della Provincia per la produzione di combustibile da rifiuto, presente anche con sue strutture in Polonia, dichiara, nel sito internet della società, di essere in grado di «ridurre drasticamente – grazie all’utilizzo di innovative tecnologie altamente automatizzate – gli scarti originariamente destinati allo smaltimento e di recuperare elevate quantità di materie prime secondarie ed energia».

 

Messaggero veneto