«I nostri due assessori pordenonesi all’Ambiente, sia provinciale sia regionale, hanno chiaramente manifestato il proposito di bruciare rifiuti nel cementificio di Fanna, e non solo». Questa la dichiarazione del dottor Gustavo Mazzi, presidente dell’Isde di Pordenone, l’associazione medici per l’ambiente, a commento del piano rifiuti regionale. Non ci sarebbe soltanto Fanna, infatti, nell’agenda amministrativa, ma l’impiego di combustibile da rifiuto sarebbe previsto anche «nel cementificio di Travesio e nel potenziamento dell’inceneritore di Spilimbergo». A fronte dell’aumento di differenziazione già introdotta da diverse amministrazioni comunali, «oggi scopriamo – prosegue Mazzi – che il senso civico delle genti pordenonesi non è sufficiente a garantire le esigenze e le richieste di cementifici che hanno brama di bruciare rifiuti nei loro forni visti i ritorni economici dell’operazione, cosicchè l’amministrazione provinciale apre le porte ai rifiuti». Mazzi si rivolge quindi a Elio De Anna, «non come assessore, ma come medico. Non può non sapere che non esistono filtri in grado di trattenere il particolato ultrafine prodotto dalle combustioni di rifiuti ad alte temperature la cui patogenicità è assodata a livello scientifico, né misconoscere il problema dei grandi volumi di fumi e delle sostanze cancerogene e mutagene immesse nell’aria dai cementifici e di come la legge italiana preveda solo sporadici controlli soltanto per alcune sostanze altamente tossiche». Inoltre, «non può non sapere che in medicina non esistono limiti per queste sostanze, ma è la quantità assoluta che nel tempo si riversa nell’ambiente a determinare gravi patologie neoplastiche, cardiovascolari e alterazioni del sistema immunitario», e lo invita a sostenere il principio di precauzione «che non è stato adottato per l’amianto». Sull’argomento interviene anche il capogruppo del Pd in Provincia Giorgio Zanin, il quale dichiara il suo sostegno al sindaco di Fanna Demis Bottecchia, condividendo la sua perplessità sull’inattesa moltiplicazione dei produttori di combustibile da rifiuto in provincia, sul possibile approvvigionamento anche da fuori provincia, sulla potenzialità di riduzione dei rifiuti tramite selezione e riciclo. «Sono questi elementi – sottolinea Zanin – il punto di partenza per trovare le migliori soluzioni a garanzia della qualità della vita dei cittadini».
Messaggero veneto
