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12.03.2010 - ACQUA: IL SUD CE L'HA MA LA DISPERDE, VARATO PIANO GESTIONE

 

Una fotografia completa e dettagliata di tutto cio' che riguarda le risorsa idriche nel Mezzogiorno e di cio' che serve nel futuro per ottimizzarne l'uso. E' questo il Piano di gestione delle acquee del Distretto iconografico dell'Appennino meridionale, elaborato dall'Autorita' di bacino nazionale dei fiumi Liri-Garigliano e Volturno. A presentarlo, oggi a Napoli, l'assessore all'Ambiente della Regione Campania Walter Ganapini e il segretario generale dell'Autorita' di bacino Vera Corbelli. Nato per ottemperare alla richiesta della direttiva europea, gia' in Gazzetta ufficiale e firmato dal ministro per l'Ambiente Stefania Prestigiacomo, il piano riguarda le 7 Regioni del Sud e prevede una spesa di 11 miliardi di euro nei prossimi 15 anni, di cui 3 relativi alla sola Campania che, ad oggi - ha spiegato Ganapini - ''dispone per il tema acqua di 220 milioni di euro''. Emerge che l'acqua nel Sud ''c'e', ma non e' allocata in modo omogeneo''; si evidenziano, poi, i limiti della gestione degli anni passati. ''Questo piano - ha spiegato Corbelli - e' destinato al governo della risorsa idrica, del suo utilizzo e della sua gestione, ed e' finalizzato alla conoscenza dello stato quali-quantitativo della risorsa, degli usi, dei controlli, degli interventi strutturali e non necessari per raggiungere gli obiettivi di qualita' e quantita' per oggi e domani''. A causa della cattiva gestione o del cattivo stato degli impianti, si e' ribadito, l'acqua oggi viene dispersa: per uso potabile si perde circa il 30 per cento d'acqua, per uso idrico tra il 40 e il 50 per cento e per uso industriale come detto da Corbelli ''non si hanno nemmeno dati attendibili per valutazioni adeguate''. Il piano, inoltre, e' anche lo strumento base per la definizione di accordi tra le Regioni del Sud per regolamentare lo scambio dell'acqua:''La Campania - ha sostenuto fra l'altro Ganapini - non potra' continuare a lungo a dare acqua alla Puglia, ne' potra' continuare a riceverla da Lazio e Molise'. Necessaria, dunque, la formulazione di accordi di trasferimento stipulati sulla base di equivalenti economici dando cosi' una risposta ha aggiunto Ganapini ''all'Irpinia e al Sannio che da decenni forniscono 6 mila litri d'acqua al secondo alla Puglia, facendone restare in Campania, per il Sele e la sua biodiversita', appena mille''. Il documento, che andra' in sede europea, ''rappresenta il quadro di riferimento operativo per chiunque sara' alla guida della Regione, perche' detta le priorita'; uno strumento necessario al Paese per evitare sanzioni, e per gestire le acque in modo moderno secondo la direttiva europea da cui eravamo lontanissimi''. La Campania possiede due principali acquedotti sul proprio territorio: Campania occidentale gestito in concessione da AcquaCampania e Acquedotto campano di cui gestore e proprietario e' la Regione. ''Ora bisogna fare della manutenzione l'asse portante di sviluppo; e la Campania dovra' farlo, in futuro, con un regime di risorse decrescente''.

Ansa