Potrebbe entrare in vigore con qualche mese di anticipo rispetto alla normativa nazionale, nel territorio fiumano, il divieto di distribuire i prodotti nei sacchetti non biodegradabili in polietilene per tutti gli esercizi commerciali e artigianali che somministrano alimenti e bevande (in sede fissa o su area pubblica), nonché per i produttori agricoli che vendono al dettaglio nei mercati. L’assessore all’ambiente Fabio Tonus sta infatti studiando gli strumenti normativi più idonei (un’ordinanza del sindaco o un protocollo d’intesa) che permettano di introdurre il divieto in anticipo rispetto al primo gennaio 2011, data entro la quale tutti gli esercenti che commercializzano prodotti alimentari dovranno adeguarsi, così come recitano le disposizioni contenute nella legge finanziaria per il 2007 in cui è previsto l’avvio di un programma sperimentale a livello nazionale. Ogni anno in Italia vengono distribuite ai consumatori quantità esorbitanti di shopper non biodegradabili che creano circa 260 mila tonnellate di polietilene: per produrne 100, servono all’incirca 10 chili di petrolio a fronte di 0,5 chili di mais o un chilo di olio di girasole per la medesima quantità. L’uso di shopper biodegradabili (ne sono state distribuite oltre 150 mila alle famiglie per conferire l’umido) ridurrebbe sia la percentuale residuale di polietilene nell’ammasso dei rifiuti collassati sia l’impiego dei sacchetti di plastica quali contenitori dei rifiuti (data la loro resistenza) che spesso vengono abbandonati, determinando ingenti costi di bonifica e danni ambientali di lungo periodo. «L’eliminazione della plastica dai conferimenti della frazione umida consentirebbe anche di semplificare il ciclo di trattamento, riducendo gli scarti e migliorando la qualità del compost prodotto», ha spiegato Tonus, il quale ha annunciato sia l’intento di sensibilizzare i cittadini sull’argomento sia il sanzionamento – grazie alle segnalazioni a tutela dell’ambiente – di tre privati che gettavano rifiuti in luoghi non adibiti, rendendo così possibile la bonifica della “discarica abusiva”.
Messaggero veneto
