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01.02.2012 - IL RITORNO DEGLI ANIMALI

Parliamo di animali classificati "estinti" che, inaspettatamente, riemergono dall’oblio. Ecco alcuni dei più suggestivi "ritorni" degli ultimi mesi.

Quando una specie animale supera l’ultimo gradino, quello di “critically endangered”, ovvero a rischio di estinzione, e viene dichiarata ufficialmente estinta, il mondo è un po’ più vuoto. Una specie forgiata dall’evoluzione e dall’adattamento non esiste più, se ne conserva il ricordo solamente nei libri di scienze naturali e grazie a qualche triste esemplare impagliato esposto in un museo.
 
Ci sono però casi in cui l’ostinata e primordiale voglia di vivere di alcuni animali supera le classificazioni degli uomini e ci restituisce un po’ di ottimismo. Ecco alcune specie dichiarate estinte che, negli ultimi mesi, sono tornate a far parlare di sé.
 
Il primo “Lazzaro” è un primate: il rinopiteco di Stryker (Rhinopithecus strykeri). Questa scimmia, appartenente alla sottofamiglia dei colobini, vive nelle foreste del Myanmar settentrionale. In realtà la specie è stata classificata solo nel 2010, grazie a un esemplare ucciso da un cacciatore e intercettato dagli studiosi del Fauna & Flora International. Dopodichè non si hanno più avute tracce della scimmia e si cominciava a temere per la sua estinzione, fino a pochi giorni fa quando, grazie alle trappole fotografiche, sono state scattate le prime foto in natura dello sfuggente animale. Si pensa che la popolazione conti circa 300 esemplari e le minacce maggiori vengono da caccia e disboscamento.
 
Potrebbe essere vivo un rettile creduto estinto da 150 anni, si tratta della Chelonoidis elephantopus, ovvero una specie di testuggine gigante delle Galapagos. In una recente spedizione i ricercatori dell’Università di Yale hanno prelevato sangue da 1.600 esemplari di tartarughe scoprendo che in 84 casi vi è la firma genetica diretta dell'animale creduto scomparso. In 38 di essi la testuggine considerata estinta sarebbe il genitore dell’ibrido. Secondo gli studiosi “è molto probabile che le tartarughe considerate estinte siano ancora in vita, solo che non riusciamo ancora a trovarle”. L’ipotesi è corroborata dal fatto che in alcuni casi l’ibridazione sarebbe avvenuta da appena 15 anni e che questi grandi rettili possono vivere oltre un secolo.
 
Il leopardo di Amur (Panthera pardus orientalis), il grosso felino più raro del pianeta, non è mai stato dichiarato estinto, ma si pensava che la triste notizia fosse solo questione di tempo e il suo necrologio già pronto. Infatti si supponeva che la popolazione contasse appena trenta individui, pertanto la notizia risalente al luglio scorso ha restituito ottimismo sulla sorte del predatore. Nelle aspre foreste della Russia dell’est, infatti, una squadra del Wwf è riuscita a documentare, grazie alle trappole fotografiche, la presenza di 12 esemplari di leopardo di Amur. L’avvistamento record suggerisce che la popolazione di leopardi è in crescita e che gli sforzi per la conservazione stanno dando i risultati sperati.
 
La rana dipinta di Hula (Discoglossus nigriventer) è ritornata a gracidare: l’anfibio è stato “riscoperto” in Israele lo scorso novembre. Ci si è casualmente imbattuto un guardiaparco mentre effettuava un pattugliamento nella Riserva naturale di Hula. Questo animale, inserito nella lista dei “Dieci anfibi più ricercati” dati per scomparsi, aveva iniziato a sparire nei primi anni Cinquanta, quando Israele ha iniziato a bonificare laghi e paludi per trarne suolo coltivabile. La rana, che era stata avvistata per l’ultima volta nel 1955, diviene così il simbolo della resistenza e della caparbietà della natura.
 
Ogni animale che ricompare è un piccolo sberleffo all’uomo e alla sua brama di controllo, e tuttavia ci concede una seconda chance di salvare una specie e preservarla per le generazioni future. D’altronde un uomo saggio sosteneva che “la grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui essa tratta gli animali”.

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