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04.02.2012 - ITALIA MANGIATA DAL CEMENTO, IL DOSSIER FAI

"In Italia non si può tracciare un cerchio del diametro di 10 km senza intercettare un nucleo urbano". Intervista a Costanza Pratesi, Responsabile Ufficio Ambiente e Paesaggio del FAI.
Un dossier importantissimo, che per la prima volta fotografa la penisola dal punto di vista dell'urbanizzazione e della perdita di suolo.
È in definitiva un'analisi molto dettagliata. Non possiamo dimenticare che la prima grande carenza, fino ad oggi, è stata la mancanza di strumenti in grado di fotografare non solo quanto è stato costruito ma anche quello che è stato già pianificato dai piani regolaratori, in modo di avere un'idea immediata della trasformazione del territorio.

Non ci sono solo cartine e dati.
Infatti. Questo dossier ha il pregio di mostrare che il consumo del suolo tocca tanti ambiti, dalle sfere economiche del Paese, agli occupati dello stesso settore, alle cave, alle grandi infrastrutture.

Cosa si chiede in definitiva?
Chiediamo di intervenire in molti aspetti diversi. Chiediamo un'attenzione maggiore nella pianificazione, ma anche l'introduzione di leve fiscali: uno dei motivi che per cui c'è quest'increscioso consumo di suolo è perché i Comuni fanno cassa. Introdurre quindi strumenti fiscali che diano un valore aggiunto ai suoli liberi, agevolando quelli che si impegnano a utilizzare quelli già utilizzati.

Un vero grido d'allarme?
Direi. La stessa Unione Europea inizia a chiederci più attenzione sul tema del consumo di suolo. Arriveremo ad un limite imposto. Noi registriamo un forte ritardo rispetto agli altri Paesi europei. Dovremmo iniziare quanto meno a riflettere su scala nazionale su come affrontare questo problema.

Sono un esempio le recenti alluvioni nelle Cinque Terre o a Messina.
Certo. Purtroppo poi ci troviamo a piangere sulle perdite. Impermeabilizzare i suoli rende il nostro Paese ancora più fragile. È ora di investire nell'assetto idrogeologico, piuttosto che cercare di fare cassa a spese del territorio.

Ci sarà pure qualche esempio positivo?
Ci sono, anche se sono piccoli casi, come quello del Comune di Cassinetta di Lugagnano, stella nel firmamento, con il piano regolatore a consumo zero, ma anche province come quella di Torino, che ha introdtto lo strumento del consumo del suolo. Recentemente ha detto di no alla costruzione di un nuovo punto vendita Ikea, perché avrebbe consumato suolo libero.

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