Messaggero Veneto
Società unica dei rifiuti? Stop da Ambiente Servizi
Difesi, nella presentazione del rapporto integrato, indennità e risultati raggiunti La Provincia: venite a trattare da noi. La replica: «Dimostrateci che conviene»
Le basi per ragionare sulla costituzione di una società unica di gestione dei rifiuti non sembrano certo solide: si parte non solo dalle “condizioni”, se non dalla contrarietà, poste da Ambiente servizi e dai Comuni soci, ma anche dalla stessa rivalità tra le società operanti in provincia, con buona pace di chi sperava in una razionalizzazione di costi e risorse pubbliche e in una contrazione delle tariffe a carico dei municipi e dei cittadini utenti.
Proprio quello della società unica è stato uno dei temi cardine, ieri a Pravisdomini, della presentazione del rapporto integrato 2011 di Ambiente servizi. Sono state esaltate le performance della multiutility sanvitese sia in termini di raccolta differenziata che di contenimento delle tariffe, tra le più basse in assoluto in Italia. Per il resto tutti d’accordo: società unica solo se questa permetterà un miglioramento sia in termini di qualità dei servizi sia di raccolta dei rifiuti. Ma il punto di partenza è che Ambiente servizi sfodera numeri che i soci – nessun Comune escluso - ritengono eccellenti e con questi si presenterà alle gare, il prossimo anno, quando cesserà l’affidamento dei servizi “in house”. Insomma, il timore in As è che l’operazione porti svantaggi.
Lo ha detto chiaro il sindaco di San Vito, Antonio Di Bisceglie, quale presidente dell’assemblea intercomunale, secondo il quale va anche superata la questione Atap («dovrebbe avere la missione del trasporto pubblico locale, non dei rifiuti con la partecipazione in Snua»), per evitare confronti «con chi ha una carta in più».
Il presidente di Ambiente servizi, Isaia Gasparotto (che come Di Bisceglie ha sottolineato che le indennità del cda della società sono adeguate), ha ribadito la sua posizione sulla società unica, invitando chi ha altre tesi «a convincerci con i numeri e non con le opinioni». Di più, «non poco contano i rapporti con Snua»: Gasparotto ha ricordato i ricorsi passati e in attesa di giudizio promossi da Snua contro Ambiente servizi per varie vicende, nonché il risparmio di 539 mila euro nel 2011 per aver conferito rifiuti in provincia di Udine anziché sottostare alle tariffe di Snua.
Plauso ad As anche da Paolo Candotti, direttore generale di Unindustria, anch’egli a favore di una società unica solo migliorando al cospetto di cittadini e aziende. Sul tema, il presidente della Provincia, Alessandro Ciriani, ritiene che sarebbe possibile raggiungere un risultato entro la scadenza della fine dell’anno: «Il territorio è piccolo e le condizioni normative sono mutate, la società unica va cercata in un’ottica di miglioramento. La Provincia è il luogo dove si può ragionare in modo imparziale tra i vari attori: se poi i dati dimostrano che As ha ragione, potrà andare avanti per la sua strada». Per Ciriani, i discorsi su Atap e società unica vanno tenuti separati.
Nella presentazione del rapporto integrato è apparso chiaro come ci si attenda molto dal nuovo impianto di Ecosinergie (società cui partecipa As e Boz Sei): l’obiettivo dichiarato, col riutilizzo dei materiali altrimenti destinati alla discarica, è il risparmio, soprattutto nella bolletta di cittadini e aziende. Cifre su quanto si risparmierà, al momento, non vengono azzardate, ma incoraggia il fatto che nei primi due mesi di avvio delle 6 mila tonnellate di rifiuti trattati solo l’un per cento sia finito in discarica.
Il Gazzettino
La Provincia offre una mediazione. Le perplessità di Gasparotto
«Via l’Atap dai rifiuti»
Società unica in provincia. Ma Ambiente Servizi non vuole intrusi
Se società unica dev'essere, si dimostri - dati alla mano - che la soluzione comporterebbe un miglioramento dei servizi e un abbattimento dei costi. A pochi mesi dalla rivoluzione nella gestione dei rifiuti che deriverà dall'obbligo di assegnare il servizio mediante bando europeo, il presidente di Ambiente servizi Isaia Gasparotto e quello dell'Assemblea intercomunale Antonio Di Bisceglie si dicono disposti - pur senza nascondere lo scetticismo - ad affrontare la questione con le società concorrenti, ma solamente a precise condizioni, mentre la Provincia si candida a mediatore.
«Ambiente servizi - spiega Di Bisceglie - è nelle condizioni adeguate per affrontare la fine dell'affidamento in house. Sicuramente ci può essere un'attenzione verso l'ipotesi di una società unica, ma su basi che possano migliorare le posizioni attualmente raggiunte dal punto di vista delle performance ambientali e del contenimento dei costi, e non costituire un arretramento. È chiaro che, in questo caso, va superata l'anomalia di una società importante che opera nel trasporto pubblico locale (l’Atap, ndr) e che si occupa anche di rifiuti». «La società unica si fa se conviene ai cittadini altrimenti, io sarei per non farla - taglia corto Gasparotto - È l'azienda che bisogna valutare e, se la società unica fa salire i costi, la gara europea con competitor internazionali diventa difficile da vincere».
Che sulla società unica sia necessario ragionare è convinto Alessandro Ciriani, che candida la Provincia a terreno per il confronto: «Viviamo in un territorio piccolo e questo deve far riflettere sulle implicazioni di questa frammentazione. Certo, la società unica non è un dogma da raggiungere anche a costi maggiorati rispetto agli attuali, tuttavia occorre valutare se può avere ricadute vantaggiose per il territorio. Siamo certi che questo possa accadere? Non lo so: Ambiente servizi mostra forti perplessità. Il tutto deve avvenire però con regole chiare e comportamenti cristallini: non può accadere che si voti contro il bilancio dell'Atap per il fatto di non essere arrivati a una società unica dei rifiuti. La Provincia si mette a disposizione come tavolo, per trattare e verificare i dati. La mia preoccupazione è che il confronto con i competitor europei non porti a una Waterloo».
I dati della differenziata
Cresce la raccolta
Cordovado primo
Cresce la raccolta differenziata (da 73,65 a 74,95 per cento), che vede in testa il Comune di Cordovado e in coda quello di Zoppola; la spesa annua media relativa al bacino gestito da Ambiente Servizi nel 2011 è stata di 126,30 euro per le utenze che hanno dichiarato di fare il compostaggio domestico, mentre il costo calcolato per ciascun abitante è di 82 euro. In aumento anche l'utile netto, passato da 360.079 a 560.837 euro grazie tra l'altro al risparmio di 539mila euro ottenuto conferendo i rifiuti fuori dalla provincia di Pordenone, al netto del costo di trasporto in un momento in cui l'incidenza del prezzo del gasolio incide per il 10 per cento sui costi. Nel frattempo, è al lavoro dal 14 marzo scorso il nuovo impianto di trattamento di Eco Sinergie, che ha lavorato finora 66 tonnellate di rifiuti destinandone solamente l'1 per cento alla discarica e che, una volta a regime, dovrebbe portare la differenziata al 78-79 per cento. La struttura, dotata dei più recenti sistemi tecnologici, diventerà fra l'altro uno dei maggiori utilizzatori dello scalo ferroviario presente nella Zona Industriale di Ponte Rosso. Questi alcuni dei dati principali contenuti nel Rapporto integrato presentato da Ambiente servizi, la multi servizi che si occupa di raccolta e smaltimento rifiuti in venti Comuni della provincia, sull'attività del 2011.
Inevitabile, di questi tempi, il riferimento ai compensi degli amministratori: «Ambiente servizi - chiarisce il presidente Isaia Gasparotto - spende 79mila euro fra presidente, vicepresidente e Consiglio, il che significa 0,52 euro annui per ciascuno dei cittadini residenti nel bacino di competenza. Non mi sembra possibile l'ipotesi di rinunciare a questi ruoli».
Nel corso del 2011 sono poi partiti i lavori per la costruzione della nuova sede di Ambiente servizi, che sorgerà in un'area di 28mila metri quadrati di fronte all'impianto di Eco Sinergie: entro il prossimo mese di ottobre dovrebbe essere completata la palazzina che ospiterà gli uffici ed entro dicembre gli hangar.
